Perché arriva l’osteoporosi? E Chi colpisce?

L’osteoporosi è una malattia scheletrica caratterizzata dal deterioramento e conseguente riduzione della densità ossea.

Essa colpisce maggiormente il sesso femminile (circa 1 donna su 4 contro 1 uomo su 10).


Ciò è conseguente alla maggiore aspettativa di vita, al contenuto di calcio nello scheletro mediamente inferiore rispetto a quello dell’uomo e, soprattutto, al fenomeno della menopausa. Con l’entrata in menopausa, infatti, si assiste a un rapido calo dei livelli degli ormoni femminili (gli estrogeni) che si associa a un’accelerazione della perdita di calcio dall’osso.


Gli uomini vengono colpiti meno frequentemente e più tardivamente perchè il declino della produzione degli ormoni sessuali è più graduale e di conseguenza anche la perdita di calcio sarà più tardiva e più lenta rispetto alle donne.

In base alle cause è possibile distinguere l’osteoporosi in primaria e secondaria:

osteoporosi primaria:

  • postmenopausale: dovuta alla perdita di estrogeni;
  • senile: dovuta all’aumento dell’età.


L’osteoporosi secondaria è conseguenza dell’assunzione di farmaci quali:

  • antiacidi contenenti alluminio;
  • alcuni antiepilettici;
  • inibitori dell’aromatasi;
  • alcuni chemioterapici;
  • ciclosporina A e Tacrolimus;
  • corticosteroidi;
  • analoghi dell’LHRH;
  • eparina;
  • sali di litio;
  • medrossiprogesterone acetato ad uso anticoncezionale;
  • metotrexato;
  • inibitori della pompa protonica (PPI);
  • inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI);
  • antidiabetici della classe dei tiazolidinedioni.

Ma è anche conseguenza di:

  • malattie endocrine (ipercortisolismo, iperparatiroidismo, diabete…);
  • malattie ematologiche (leucemia, linfoma, mieloma multiplo…);
  • malattie gastro-enteriche (celiachia, morbo di Chron, rettocolite ulcerosa…);
  • malattie renali (insufficienza renale cronica, acidosi tubulare renale…);
  • malattie reumatiche (artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, spondilite anchilosante…);
  • malattie neurologiche (sclerosi multipla, Parkinson, ictus…);
  • altri disordini (AIDS, amiloidosi, sarcoidosi, depressione, anoressia nervosa…).

I fattori di rischio per lo sviluppo dell’osteoporosi sono:

  • menopausa precoce e ipovarismo nella donna
  • ipogonadismo nell’uomo (sindrome di Klinefelter)

Sia per l’uomo che per la donna:

  • basso indice di massa corporea;
  • scarsa o nulla esposizione solare;
  • carenza di vitamina D, fondamentale per permettere al calcio di fissarsi nelle ossa;
  • eccessivo consumo di alcolici e fumo da sigaretta;
  • scarsa assunzione di calcio ed eccessivo consumo di sodio nella propria alimentazione;
  • casi di osteoporosi in famiglia;
  • sedentarietà, scarsa attività fisica;
  • periodi prolungati di immobilizzazione;
  • trapianti d’organo.

Nei pazienti con più fattori di rischio, il rischio di frattura è superiore a quello di pazienti con un singolo fattore di rischio.